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	<title>Comments on: SUNCLOCK (roma, italia 2009)</title>
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	<pubDate>Sun, 05 Apr 2026 18:31:42 +0000</pubDate>
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		<title>by: Fabrizio</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Jun 2011 21:53:45 +0000</pubDate>
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					<description>Scusate: mi piace più il commento di Davide che la fotografia...</description>
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		<title>by: davide</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Apr 2010 07:48:10 +0000</pubDate>
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					<description>Acquatinta si scrive con la "q", somaro! : (</description>
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		<title>by: davide</title>
		<link>http://win.marinaprinzivalli.it/blog/?p=1577#comment-23639</link>
		<pubDate>Tue, 30 Mar 2010 13:17:52 +0000</pubDate>
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					<description>Wow, l'oculus del Pantheon. Ottima foto, gran bella luce intensa e calda, chiaroscuri perfetti e leggermenti sgranati che esaltano la consunzione del tempo: quasi, non sembra una foto ma un'acuatinta di Piranesi. Il Pantheon è uno dei luoghi più belli del mondo, secondo me. E' l'unico posto in cui si può provare una sensazione autenticamente antica, di quelle che nel '700 cercavano Byron o Winckelmann. E' infatti integro, a differenza del resto delle vestigia romane, ed esprime pienamente una spazialità e sacralità antica, pagana. E' insomma una specie di macchina del tempo che in virtù delle stimolazioni che ti propone, come ogni magistrale macchina architettonica, riesce a farti provare la sensazione di stare in un universo compiutamente altro. Già entrando in questo maestoso pachiderma si è sbalestrati dall'altezza delle colonne del pronao, che ti fanno sentire piccolissimo e in virtù della loro vecchiaia ed eterogeneità di provenienza ti dicono di essere testimoni di mille passati. Poi, dentro, c'è questo spazio enorme, con una luce intensa e diffusa che promanando dalla cupola lungo la scacchiera dei cassettoni cadenza la rotondità. E al colmo della semisfera l'apertura metafisica verso il cielo, anzi, verso l'Olimpo, dato che il tempio era dedicato a tutti gli dei. Attraverso l'oculo si può quindi entrare in contatto non solo spirituale, con la dimensione della deità, c'è insomma una continuità tra cielo e terra che non è solo spirituale come nelle religioni successive, come anche con il cristianesimo, ma fisica. Quanto è diverso, spiritualmente più mentalistico, San Pietro... Eppoi attraverso l'oculo può piovere e quindi l'esterno comunica con l'interno, e la luce segna il tempo. Insomma una macchina architettonica, fisica e spirituale magnifica, ancora efficiente e pienamente antica, con una forza spaziale e architettonica che ha capacità di annientare la messe di altarucoli scaracchiati tutt'intono alla fascia inferiore. Simboli cristiani  che prestamente hanno occupato tutte le nicchie e le lesene disponibili, e che d'altra parte lo hanno salvato dallo smantellamento che hanno subito tutti gli altri edifici antichi. Infine, tralasciando l'esercizio ekfrastico a cui mi sono lasciato andare perché catturato da questa bella foto, il luogo mi è caro perchè c'è sepolto, tra mill'altri minori come ad esempio tale Raffaello Sanzio, Annibale Carracci: il grande pittore seicentesco del baccanale insuperato, classico e carnale, di Palazzo Farnese.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Wow, l&#8217;oculus del Pantheon. Ottima foto, gran bella luce intensa e calda, chiaroscuri perfetti e leggermenti sgranati che esaltano la consunzione del tempo: quasi, non sembra una foto ma un&#8217;acuatinta di Piranesi. Il Pantheon è uno dei luoghi più belli del mondo, secondo me. E&#8217; l&#8217;unico posto in cui si può provare una sensazione autenticamente antica, di quelle che nel &#8216;700 cercavano Byron o Winckelmann. E&#8217; infatti integro, a differenza del resto delle vestigia romane, ed esprime pienamente una spazialità e sacralità antica, pagana. E&#8217; insomma una specie di macchina del tempo che in virtù delle stimolazioni che ti propone, come ogni magistrale macchina architettonica, riesce a farti provare la sensazione di stare in un universo compiutamente altro. Già entrando in questo maestoso pachiderma si è sbalestrati dall&#8217;altezza delle colonne del pronao, che ti fanno sentire piccolissimo e in virtù della loro vecchiaia ed eterogeneità di provenienza ti dicono di essere testimoni di mille passati. Poi, dentro, c&#8217;è questo spazio enorme, con una luce intensa e diffusa che promanando dalla cupola lungo la scacchiera dei cassettoni cadenza la rotondità. E al colmo della semisfera l&#8217;apertura metafisica verso il cielo, anzi, verso l&#8217;Olimpo, dato che il tempio era dedicato a tutti gli dei. Attraverso l&#8217;oculo si può quindi entrare in contatto non solo spirituale, con la dimensione della deità, c&#8217;è insomma una continuità tra cielo e terra che non è solo spirituale come nelle religioni successive, come anche con il cristianesimo, ma fisica. Quanto è diverso, spiritualmente più mentalistico, San Pietro&#8230; Eppoi attraverso l&#8217;oculo può piovere e quindi l&#8217;esterno comunica con l&#8217;interno, e la luce segna il tempo. Insomma una macchina architettonica, fisica e spirituale magnifica, ancora efficiente e pienamente antica, con una forza spaziale e architettonica che ha capacità di annientare la messe di altarucoli scaracchiati tutt&#8217;intono alla fascia inferiore. Simboli cristiani  che prestamente hanno occupato tutte le nicchie e le lesene disponibili, e che d&#8217;altra parte lo hanno salvato dallo smantellamento che hanno subito tutti gli altri edifici antichi. Infine, tralasciando l&#8217;esercizio ekfrastico a cui mi sono lasciato andare perché catturato da questa bella foto, il luogo mi è caro perchè c&#8217;è sepolto, tra mill&#8217;altri minori come ad esempio tale Raffaello Sanzio, Annibale Carracci: il grande pittore seicentesco del baccanale insuperato, classico e carnale, di Palazzo Farnese.
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